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AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA - MASSA-CARRARA 13

 

» Selvaggina Piccola Stanziale

 

 

Fino all’anno 2007 le immissioni di selvaggina sono state coordinate dalle commissioni comunali della caccia presenti sul territorio. 

Il Comitato di Gestione che si è insediato con il Piano Faunistico Venatorio 2006-2010, ha preso in esame il funzionamento delle “vecchie” Commissioni Comunali per la caccia, ritenendo che le stesse fossero ormai inadeguate alle nuove esigenze gestionali della Piccola Stanziale, in quanto nella nostra Provincia, la limitata vocazionalità circoscritta a piccole porzioni di territorio, necessita di interventi mirati che, soltanto attraverso la perfetta conoscenza dei luoghi da parte dei cacciatori ed agricoltori nonché della loro collaborazione, potranno essere previsti ed attuati.

Partendo da questo presupposto il Comitato ha suddiviso l’intero territorio dell’ATC in sette distretti di gestione per la piccola stanziale; con apposito regolamento ne ha disciplinato il funzionamento e nella seduta del 29 gennaio 2007, il CdG, visto l’Art. 9 lettera h) del TU dei regolamenti attuativi regionali, da ultimo modificato con il DPGR 48/R/05, che prevede tra le proprie competenze di organizzare forme di collaborazione con i cacciatori per il raggiungimento delle finalità programmate, ha deliberato l’approvazione del “Regolamento per l’abilitazione ed il funzionamento dei Consigli di Distretto per la piccola selvaggina stanziale” 

Nella stessa seduta è stata inoltre deliberata la suddivisione del territorio dell’ATC ai fini della gestione della piccola selvaggina stanziale, nei seguenti distretti:
 
N° 1 Casola in Lunigiana – Fivizzano – Comano 

N° 2 Licciana Nardi – Bagnone – Villafranca 

N° 3 Filattiera – Pontremoli 

N° 4 Zeri 

N° 5 Podenzana – Tresana – Mulazzo 

N° 6 Aulla - Fosdinovo 

N° 7 Carrara – Massa – Montignoso 


Ai fini dell’attuazione del Regolamento che istituisce i Consigli di Distretto è stato richiesto alle associazioni venatorie, alle associazioni agricole, alle associazioni ambientaliste, ai Comuni ed ad alcune associazioni specialistiche, di inviare i nominativi da inserire nella composizione dei Consigli di Distretto e, tenuto conto delle candidature proposte dagli enti interessati ed in base a criteri bilanciati di funzionalità e rappresentatività, l’ATC ha effettuato le nomine dei componenti dei Consigli. 


E’ il coinvolgimento diretto dei cacciatori, dei proprietari dei terreni, degli ambientalisti, nonché l’autonomia di decidere dall’interno del proprio territorio e "dal basso" le attività che per lo stesso territorio dovranno essere attuate per ottenere densità ottimali di selvaggina attraverso il ripopolamento, forse l’unica opportunità di sopravvivenza per la caccia alla piccola stanziale

 

 


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