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AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA - MASSA-CARRARA 13

 

Sguardo d'insieme

Il Territorio: la Geografia, la Storia, le Curiosità

Situata all’estremo Nord della Toscana, a confine con Liguria (La Spezia) ed Emilia Romagna (Parma e Reggio Emilia), stretta tra gli Appennini ed il Mare Tirreno, la Provincia di Massa Carrara è terra storicamente oggetto di contesa per la sua posizione ritenuta strategica perché luogo di transito obbligato per mercanti e per il passaggio o stanziamento di milizie al servizio di vescovi ed imperatori. Continua ancora oggi a risentire dell’influenza delle regioni confinanti con le quali entra in contatto per ragioni economiche, culturali e sociali.

Nel contesto toscano il comprensorio della provincia di Massa Carrara rappresenta una realtà sui generis; anche sul piano della gestione faunistica e faunistico - venatoria si distingue per esigenze e tradizioni differenti rispetto alla maggior parte degli altri comprensori della regione.

All’interno del territorio provinciale si individuano due aree con caratteristiche differenti sia sul piano economico e sociale sia su quello faunistico - venatorio. 

A Nord la Lunigiana, della quale fanno parte i comuni di Pontremoli, Filattiera, Bagnone, Villafranca. Licciana N., Comano, Fivizzano, CasolaL., Fosdinovo, Aulla, Podenzana, Tresana, Mulazzo e Zeri. Il fondo valle è persorso per l’intera lunghezza dal Fiume Magra che nasce nel pontremolese e dopo il tratto montano in cui assume un carattere torrentizzio, sul piano prosegue sinuoso tra l’Appennino Tosco Emiliano e le pendici di quello Ligure per gettarsi nel Mare Tirreno, in territorio spezzino, raccogliendo le acque dei vari affluenti che vi si immettono ed imprimendo al paesaggio un chiaro segno distintivo e rappresentando, per le popolazioni locali, un forte elemento di appartenenza.

Si tratta di un’area a vocazione turistica ed agricola e, tuttavia, per decenni si è assistito ad un progressivo declino dell'agricoltura e, parallelamente, all’abbandono delle campagne e delle frazioni di montagna.

Dal punto di vista dell’interesse venatorio il comprensorio lunigianese racchiude la più parte delle risorse del patrimonio faunistico provinciale.

A Sud – Ovest, l’altra porzione del territorio della provincia affaccia sul Mare Tirreno in corrispondenza dei comuni di Carrara, Massa e Montignoso. Si tratta di un’area fortemente antropizzata, abbracciata dalle Alpi Apuane le quali, per l’estrazione marmifera, rappresentano la più importante risorsa economica del comprensorio insieme all’industria turistica anche per la naturale prosecuzione della costa con il litorale versiliese.

La componente venatoria è costituita per la gran parte da cacciatori residenti nei comuni di Costa. 

Storia e tradizioni, paesaggio rurale, mare e marmo sono il biglietto da visita della provincia di Massa Carrara in Italia e nel mondo.

 

La Gestione Faunistico Venatoria e Territorio a Caccia Programmata


Gli Ambiti Territoriali di caccia sono istituiti per effetto della Legge n. 157/92 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", legge quadro che demanda alle Regioni la promulgazione delle leggi di sviluppo che per la Toscana è la L.R. n. 3/94 a cui hanno fatto seguito il Testo Unico dei regolamenti del 2004 (TC DPGR 13/R/2004). In base alla definizione che ne da’ la regolamentazione regionale, in ogni comprensorio l'Ambito Territoriale di Caccia (ATC) rappresenta la porzione di territorio agro-silvo-pastorale che, nella pianificazione provinciale residua dalla presenza sullo stesso degli istituti pubblici destinati alla protezione e alla produzione della fauna selvatica e degli altri privati destinati alla gestione faunistico e faunistico-venatoria e che non è soggetta ad altra destinazione.

La Toscana è suddivisa in 19 Ambiti Territoriali di Caccia. L’organo di Gestione dell’ATC è il Comitato di gestione che assolve a funzioni di tipo pubblicistico in considerazione della natura degli interessi (venatori, agricoli ed ambientalisti) di cui è portatore nelle persone dei propri componenti che la normativa vuole collegialmente impegnati nella gestione faunistico venatoria del comprensorio di competenza (c.d. territorio a caccia programmata). La nomina dei membri del comitato avviene su deliberazione provinciale.
A più di un decennio dall’applicazione della legge regionale 3/94, stiamo attraversando una fase di assetto della politica di gestione faunistica e faunistico – venatoria, condotta alla luce delle esperienze fatte, da parte delle diverse componenti coinvolte (istituzioni, associazioni venatorie, organizzazioni agricole e mondo ambientalista) ognuna per il suo ruolo.

Con la Conferenza Regionale sulla Caccia, che si è tenuta ad Arezzo nel febbraio 2009, è stato portato a compimento un lungo cammino di riflessione e confronto; il Documento Programmatico che è stato sottoscritto, ha fornito alla Regione gli indirizzi a cui orientare la nuova disciplina in materia, anche tenuto conto delle modifiche alla legge quadro nazionale al vaglio del Parlamento.

 

L’Ambito Territoriale di Caccia di Massa Carrara (ATC MS 13): Ruolo e Compiti


Il Comitato di Gestione dell’ATC MS 13 gestisce il territorio a caccia programmata della Provincia di Massa Carrara. L’ente nasce nel 1996 con l’eredità di un patrimonio agro forestale che, per lo spopolamento delle campagne ed il progressivo abbandono dei seminativi, delle foraggere, dei pascoli e della silvicoltura, si caratterizza per una scarsa vocazionalità per la piccola fauna stanziale (galliformi e lepri). Per contro, con l’avanzare delle aree boscate, si è venuto a creare l’ambiente ideale per la presenza degli ungulati e del cinghiale in particolare, specie questa che, dal punto di vista venatorio, rappresenta per l’ATC MS 13 la principale risorsa faunistica. Tuttavia la gestione del cinghiale è per l’ATC anche il principale “grattacapo”, sia per i problemi che ne derivano ai rapporti con il mondo agricolo per i danni causati da parte di tale specie ungulata alle produzioni agricole, sia per i delicati problemi di equilibrio costantemente affrontati dal Comitato di Gestione nell’ambito del coordinamento delle centinaia di cacciatori impegnati nell’esercizio della caccia al cinghiale. In tale contesto, infatti, occorre considerare che si sono consolidate nel tempo , a livello locale, vere e proprie tradizioni venatorie e che, l’impegno profuso dai cacciatori stessi nelle attività di gestione faunistica della specie, compreso lo svolgimento di attività volontarie di prevenzione dei danni e di tutela delle produzioni agricole, rappresenta per l’ATC una risorsa imprescindibile di fattiva collaborazione.

L’impegno dell’ATC MS 13 per il futuro è senz’altro rivolto al potenziamento della gestione di galliformi (fagiani e pernici) e lepre. Si tratta di un indirizzo già tracciato da tempo passando attraverso l’istituzione dei distretti di gestione della piccola stanziale e che vuole spingersi fino alla promozione di formule di fruizione del territorio, da parte della componente venatoria, più moderne e razionali. Ciò richiede uno sforzo costante e particolarmente gravoso in considerazione dell’esigua porzione di territorio vocato alla piccola selvaggina stanziale e, per contro, delle cospicue risorse finanziarie ed umane fondamentali per un significativo miglioramento dell’habitat favorevole al ripopolamento e tale da concretizzarsi in una maggiore soddisfazione venatoria. Su questo fronte l’ATC MS 13 promuove da tempo programmi di ripristino e di mantenimento del patrimonio agro forestale, rilevandosi, tuttavia, la necessità di un comune impegno, con gli altri enti preposti, per un coerente approccio alle problematiche coinvolte, volto all’integrazione della programmazione faunistico – venatoria provinciale con gli altri strumenti di pianificazione, anche quelle paesaggistiche e di sviluppo del territorio in generale.


   
   
   
   
   
   
   
   

 


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